SANTA MARIA CAPUA VETERE – Solo per 11 agenti sospettati di aver usato violenza contro i detenuti fu fatta richiesta di individuazione al Ris.
Per gli altri novanta agenti imputati nel maxi-processo per le violenze del 6 aprile nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, i riconoscimenti furono eseguiti dalla polizia giudiziaria operante – i carabinieri della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere – grazie alla comparazione tra i frame dei video interni del carcere, i racconti delle vittime e metodi empirici, attraverso cioè fonti aperte come i social. E’ emerso oggi nel corso della testimonianza resa in udienza dal tenente colonnello Claudio Ciampini, che nel 2020 era al Ris di Roma dove comandava la sezione audiovideo e riconoscimento facciale del reparto di investigazioni scientifiche. “Solo per due poliziotti penitenziari – ha spiegato Ciampini – trovammo una compatibilità moderata, per gli altri nove no”. Nell’udienza non è emerso il perchè solo per 11 agenti fosse stato richiesto l’intervento degli esperti del Ris.