LUSCIANO (aa) – L’affare di Piazza Chiesa si ingrossa. I “lavori di rigenerazione urbana del centro storico” per la riqualificazione delle piazze si stanno facendo in barba alle più elementari norme di tutela storico-monumentale. Insomma, i lavori sono abusivi.
E l’abuso, nella fattispecie, non lo ha fatto un cittadino qualsiasi, magari stretto da necessità abitativa – la qual cosa pure non giustificherebbe tale condotta fuorilegge – ma il Comune. Sissignori, l’amministrazione comunale, attraverso una catena di comando che parte dall’assessore ai lavori pubblici, passa per l’ufficio tecnico e finisce alla ditta che sta eseguendo i lavori.
Una vicenda di illeciti edilizi, peraltro, che non interessa soltanto Piazza Giovanni Paolo II, comunemente nota anche come Piazza Chiesa, dove i lavori sono tuttora in corso, ma anche Piazza Corrado, Piazza Torre e Piazza Bovio, dove la risistemazione è stata completata e, dunque, i lavori completati e consegnati.
Notix ha preso visione di documenti inoppugnabili che certificano quanto affermiamo. Insomma, che le cose scritte da qualche settimana a questa parte, su questa vicenda, non sono né fandonie né fake news. La Sovrintendenza non ha mai rilasciato autorizzazione sui lavori da farsi per le opere succitate.
Come questo sia potuto avvenire, da parte di un ente pubblico, non è dato sapere. Qual è la ratio, cioè, che ha spinto l’amministrazione comunale ad agire al di fuori della legge appare del tutto incomprensibile. Così come non pochi dubbi solleva il dato evidente che chi avrebbe dovuto controllare non lo ha fatto.
Peggio: chi ha autorizzato i lavori? Quali sono le responsabilità dell’assessore ai lavori pubblici, la vice sindaco Maria Consiglia Conte? La stessa domanda ancora più grave va fatta a Nicola Costanzo responsabile dell’ufficio tecnico, che ci dicono però essersi messo in aspettativa, in previsione della bufera che ora si è abbattuta sul Comune di Lusciano.
La vicenda è così grave che dovrebbe – in attesa degli sviluppi legali – quanto meno essere preceduta dalle dimissioni di tutti, non soltanto della Conte.