Con la nascita nei primi anni ’90 dei Servizi Centrali ed Interprovinciali di PG, ma soprattutto con l’istituzione ufficiale della DIA, il comparto intelligence – allora organizzato su due Servizi (SISMI e SISDE) – fu ulteriormente investito del compito di poter raccogliere informazioni utili ai processi investigativi per la cattura degli esponenti di spicco della criminalità organizzata. Questo non dava assolutamente alcun potere di PG ai Servizi, comunque privi di poteri di “polizia”, ma limitava all’intelligence la possibilità di raccogliere informazioni da condividere con gli organi di Polizia. Questa sinergia, se da un lato garantiva un quantitativo superiore di informazioni, al tempo stesso creò spesso sovrapposizioni ed ingerenze varie. Con la riforma del 2007, la l.124 riorganizzó interamente il comparto ed ancor oggi tra le FF.OO. ed il comparto intelligence esiste una proficua collaborazione, che è sfociata spesso nel transito di tanti operatori di PG nei ranghi delle Agenzie d’intelligence.
Marino: “Applicato il Piano anticorruzione. In Italia esiste la presunzione di innocenza”
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