SALERNO – “Io a questo signore io l’ho fatto eleggere, io l’ho portato qua, aveva fallito ad Agropoli, io l’ho preso da là e l’ho portato qua”. A parlare, riferendosi a Francesco Alfieri, cui oggi la Dia di Salerno ha notificato un nuovo arresto ai domiciliari, è Roberto Squecco, l’imprenditore condannato in via definitiva per associazione per delinquere di tipo mafioso in quanto ritenuto esponente dell’ala imprenditoriale del clan Marandino di Capaccio-Paestum.
Squecco, oggi arrestato, in questa conversazione agli atti, fa un chiaro riferimento al fatto di essere lui l’artefice della candidatura di Alfieri alle elezioni del giugno 2019. Nella stessa conversazione parla anche di una proposta fattagli dall’ex sindaco di Capaccio-Paestum: la costituzione di una lista che vedesse tra i candidati l’ex moglie di Squecco, Stefania Nobili (anche lei tra gli arrestati di oggi). A parere dell’imprenditore la proposta di Alfieri altro non è che una garanzia circa l’eventualità che Squecco potesse spostare il suo appoggio su un altro candidato. Ed, effettivamente, Stefania Nobili, in occasione delle competizioni elettorali amministrative del 2019 del Comune di Capaccio Paestum, è stata candidata ed eletta consigliere nella lista civica denominata “Democrazia Capaccese con Franco Alfieri Sindaco”.