L’INCHIESTA di ANTONIO ARRICALE – Gli avvocati Gianluca Brancadoro e Roberto Maviglia, sono la punta di diamante, rispettivamente, dello studio Brancadoro&Mirabile e dello studio Maviglia&Partners.

Dal punto di vista professionale hanno molto a che vedere con la vicenda che andiamo raccontando. Nel senso che – come si è visto nelle puntate precedenti di questa storia industriale – i loro nomi sono collegati alle vicende dell’IIA, Industria Italiana Autobus, diventata nel tempo Menarini Spa.
E, dunque, si torna al punto di partenza. Ovviamente, fra i due e l’azienda di autobus c’è un legame professionale in ragione del ruolo che ciascuno ha svolto nella partecipazione e definizione della procedura della cessione delle quote detenute da Invitalia e da Leonardo Spa a favore di IIA Spa. Ricapitoliamo, però, un po’ le sigle, giusto per non perderci negli intrecci e trasformazioni societarie che potrebbero disorientare il lettore.

Industria Italiana Autobus Spa – come si è detto – è la società che il 17 ottobre scorso ha cambiato il nome in Menarini Spa, e ha la sede legale a San Potito Sannitico, in Via provinciale per Gioia Sannitica.
Insomma, è l’azienda acquisita dai fratelli Civitillo di cui il maggiore, Vittorio, è anche il sindaco di Piedimonte Matese, a un tiro di schioppo da San Potito. E che nella stessa sede di Via provinciale per Gioia Sannitica del comune di San Potito Sannitico, per ragioni che ci sfuggono, i Civitillo aprono anche un’altra società, nuova di zecca, col nome Menarini Bus As srl, denominazione che agli occhi di un profano potrebbe apparire quasi un duplicato della prima. Ovviamente, così non è.

La storia dell’acquisizione dell’ex Industria Italiana Autobus Spa da parte della famiglia casertana è riportata, nel dettaglio, dal principale giornale online del settore che, non a caso, si chiama Autobus Web, una sorta di bibbia della mobilità su gomma.
E, dunque, facciamo un salto ideale al 7 Maggio 2023, quando al Ministero dell’Industria e del Made in Italy sono già arrivate tre proposte per acquisire l’Industria Italiana Autobus Spa. L’IIA, ricordiamolo, all’epoca è ancora in portafoglio a Invitalia Spa (Agenzia pubblica per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa del Ministero dell’Economia) e a Leonardo Spa (altro colosso italiano a controllo pubblico, essendo il suo maggiore azionista sempre il Ministero dell’Economia e delle finanze): le due società che intanto, con il loro intervento, ne hanno evitato il fallimento e, in definitiva, la scomparsa dal panorama produttivo italiano.

Le tre offerte fanno capo, la prima alla cordata composta dal Gruppo Sira di Valerio Gruppioni, Maurizio Marchesini (Cavaliere del lavoro e vice presidente di Confindustria, di Marchesini Group), Maurizio Stirpe e Nicola Benedetto.
La seconda offerta è della portoghese Caetano bus. Infine, la terza proposta di acquisto è degli imprenditori dell’area casertana del Matese.
La proposta più interessante – a dire della rivista specializzata Autobus Web – è o almeno sembra, in quel momento, essere quella della cordata Gruppioni-Marchesini-Stirpe-Benedetto.
Ma la trattativa è lunga e complessa, ricca di colpi di scena, con i concorrenti che, a turno, fanno più volte un passo avanti e due indietro, mentre intanto, contro la soluzione della privatizzazione, gli operai scioperano, avendo già conosciuto i Civitillo per altre vicende non proprio edificanti, per così dire. Infatti, ai sindacalisti di riferimento dei lavoratori è ancora viva nel ricordo la data del 17 Febbraio 2020, quando hanno depositato un esposto presso l’ispettorato del Lavoro per gli ex dipendenti della Fib Sud srl, un’altra società finita nella galassia dei fratelli Civitillo. Società che nel frattempo è diventata una scatola vuota, che non presenta bilanci appunto da cinque anni e, anzi, ora è posta in liquidazione. Ma questa è un’altra storia.
Torniamo alla trattativa per l’acquisizione dell’Industria italiana Autobus, che finalmente arriva a conclusione a fine giugno 2024.
Il corso della trattativa ha creato, intanto, non poco allarme. All’indirizzo del Ministero di Via Veneto arrivano copiose segnalazioni e documenti, tramite e-mail, da un altro imprenditore che si ritiene danneggiato, per altre vicende, dagli imprenditori che si alternano nei diversi passaggi societari che ruotano intorno al Krenergy Spa, di cui però si parlerà nella prossima puntata di questa inchiesta. Di queste perplessità, delle formali “eccezioni” sollevate viene messa al corrente anche la sottosegretaria Fausta Bergamotto, molisana, Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, un passato da assessora al comune dell’Aquila (sindaco Pierluigi Biondi, FdI) dal 2 novembre del 2022 sottosegretaria di Stato al Mimit. Lettere, segnalazioni, inviti che cadono – ovviamente – nel vuoto.

Al Ministero dell’Industria e del Made in Italy, retto dal senatore Adolfo Urso di Fratelli d’Italia, i funzionari che istruiscono la pratica danno il parere favorevole alla decisione di cedere il controllo di Industria Italiana Autobus Spa per il 98% alla Società di San Potito Sannitico.
Dunque, Leonardo esce di scena, mentre Invitalia, della nuova impresa che subentra nella proprietà dell’industria di autobus conserva soltanto il 2% del capitale, praticamente una quota simbolica.
I termini della cessione – giusto per ricapitolare, al netto delle parole utilizzate nel Comunicato stampa finale che annuncia la perfezione dell’accordo – sono in estrema sintesi questi: Seri Industrial Spa acquista per un solo euro il 98% di Industria italiana autobus Spa.
Invitalia Spa (che resta proprietaria del residuo 2%) e Leonardo Spa ripianeranno i 50 milioni di debiti che l’industria di autobus si porta dietro.
Seri Industrial Spa – e, dunque, i fratelli Civitillo cui fa capo la società – inietteranno nella nuova impresa 50 milioni di euro in due anni, che però possono diventare anche tre.
Non solo. Nella società proprietaria subentrante si insedia immediatamente anche il nuovo management, con un nuovo consiglio di amministrazione formato da tre membri: l’ing. Vittorio Civitillo (in qualità di amministratore delegato e presidente della società) e l’ing. Marco Raucci (in qualità di consigliere delegato) nominati dalla società, e l’ing. Giancarlo Schisano (precedentemente amministratore delegato di Industria Italiana Autobus, in qualità di consigliere) nominato da Invitalia Spa.
La firma il calce all’accordo viene, ovviamente, commentata con parole impegnative dal nuovo presidente e amministratore delegato, Vittorio Civitillo: “Iniziamo – dice – una nuova ed entusiasmante avventura in un settore strategico per il Paese e per l’Europa. Siamo convinti che la transizione alla mobilità elettrica nel trasporto pubblico sarà ineluttabile e, come azienda e come Paese, dobbiamo essere pronti ad affrontare le sfide del prossimo futuro. Ringrazio Deutsche Bank Spa – conclude Civitillo – per il supporto ricevuto, grazie alla loro professionalità e disponibilità si è potuta concludere una operazione molto complessa”.
La nuova società – Seri Industrial Spa – che subentra nella proprietà dell’azienda di autobus è quotata alla Borsa di Milano. In origine (e cioè, fino ad agosto 2018) si chiamava KrEnergy Spa e faceva parte di una delle 190 società gestite da Marco Marenco, figura di imprenditore assai controversa e discussa, noto nell’ambiente più che per le attività industriali, per i clamorosi “pacchi” confezionati a spese dei risparmiatori.
(4. Continua)
In foto da sinistra: Marco Marenco, Adolfo Urso, Vittorio Civitillo, Fausta Bergamotto e Maurizio Marchesini.